Perché scegliere un preset con autofocus

In un settore dove l’automazione diventa una richiesta costante un preset con funzione autofocus diventa una necessità.

In questo articolo vi spieghiamo come scegliere un preset con autofocus: perché il preset con autofocus è una soluzione molto utile per l’officina meccanica.

Ci sono due ragioni principali per scegliere un sistema di preregistrazione e misura di utensili con asse C motorizzato e software in grado di riconoscere e misurare in automatico i taglienti: la necessità di una soluzione che riduca al minimo l’errore umano e la misura di utensili con molti taglienti che sarebbe molto complessa se eseguita manualmente.

La soluzione “A”, disponibile per i modelli Hathor Six, E46L, E68B ed E68L, permette di ridurre al minimo la possibilità che l’operatore del preset commetta errori nella misurazione degli utensili, grazie ad un sistema sviluppato da Elbo Controlli NIKKEN.

Una volta bloccato l’utensile, l’operatore dovrà semplicemente scegliere che tipo di misurazione vuole effettuare (singolo tagliente o multi-tagliente) e cosa misurare (X, Z o entrambi gli assi) ed avviare il ciclo di misura. Senza dover inserire il numero di taglienti da misurare o alcun valore teorico, a meno che non si voglia avere un report completo, il software inizierà in autonomia il ciclo e lo terminerà una volta effettuata la rotazione di 360°.

Elbo Controlli NIKKEN adotta un sistema che adatta la velocità periferica di rotazione dell’utensile in base al diametro massimo da misurare: la velocità periferica costante evita l’introduzione di errori, sia che si stia misurando un utensile di diametro 2 mm che uno da 200 mm.

Se sono stati inseriti i valori teorici e le tolleranze per i singoli taglienti, il preset visualizzerà immediatamente la tabella di misura, evidenziando quali misurazioni sono fuori tolleranza: sarà quindi possibile, scegliendo dalla tabella il tagliente desiderato, riposizionarsi su di esso per poterlo aggiustare o sostituire.

Una volta finito il ciclo di misura, i dati ottenuti saranno disponibili per essere stampati su di un’etichetta, salvati nella tabella utensili o memorizzati e resi disponibili per il sistema di identificazione utensile TID: questi ultimi due metodi di output dei dati dell’utensile preregistrato consentono di portare il concetto di automazione del processo al livello successivo, eliminando anche la possibilità che l’operatore commetta errori nell’inserimento di questi valori in macchina.

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